Lunedì, Settembre 24, 2018
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Associazione Andrea Pescia

Lettere di Natale di 2013 di Auremir

Fortaleza, S.Natale 2013

Carissimi amici

E’ con il cuore colmo di serena festa che scrivo per condividere con voi un altro anno di gioia e dolori, di sorrisi e tristezze,  certamente un anno di immensa pace per avere la meravigliosa opportunità di far parte di quest’opera, qui nella Favela Garibaldi. Per me, questo é un momento dolce e pieno di significato. E’ tempo di rifare progetti, riconsiderare gli equivoci e cambiare il cammino cercando di vivere ogni giorno, ogni ora, e ogni minuto nella sua pienezza.

Lo scorso anno, abbiamo iniziato un dopo-scuola, che funziona in base ai corsi di frequenza nel tempo che i bimbi sono a casa, per aiutarli nelle loro difficoltà pedagogiche e nella lettura. Oggi questo progetto e’ una realtà! Accogliamo 22 alunni e stiamo pensando di prenderne ancor più nel 2014. Aiutare questi bambini, e’ una necessità urgente dopo che abbiamo saputo della futura drastica riduzione di alunni nelle scuole Galli. Questo é un momento di tristezza e di paura nella Favela Garibaldi dove 16 anni di conquiste sono state cancellate in meno di 5 anni. Le mamme non hanno scuole per i bambini delle elementari e noi stiamo tentando, nei limiti del possibile, di risolvere le loro necessità. Oltre al dopo-scuola, continueremo con la scuola materna con 130 bambini dando loro le basi per un’ educazione liberatoria.

Penso che il Natale ci porta anche a riflettere sul prossimo, specialmente su quelli non assistiti, malati, affamati, senza tetto, per coloro che hanno perso il passato, non vivono il presente e sono senza futuro. Nell’universo caotico di una Favela, i bambini sono coloro che più soffrono, perché sono meno preparati a sopportare tutti i tipi di privazioni. Le famiglie, che dovrebbero rappresentare sicurezza e affetto, sono Il più delle volte spazi asfissianti a causa dei violenti conflitti, della mancanza di alimenti, e la presenza continua e minacciosa di malattie di tutti i tipi. Le strade della Favela, diventano le case dove vivere, lo spazio dove tutto succede.... I bambini passano la maggior parte del loro tempo in esse, riempiendo il loro tempo con scene di violenza, piccoli furti e giochi inadeguati alla loro età.

Qui nella scuola, viviamo quotidianamente i frutti di questa situazione di calamità e miséria. Questa triste realtà si imprime in ogni bambino e inizia a far parte del loro comportamento e della loro personalità. Le loro vite sono inevitabilmente segnate dai dolori quotidiani.....Un piccolo esempio: la scorsa settimana, mentre stavamo facendo un momento di preghiera Sabrina, una bimba di 5 anni, ha pregato con le manine giunte, gli occhi chiusi e le frasi che sono uscite dalle sue labbra hanno toccato profondamente il nostro cuore: ”Papà del cielo, ti prego perché il mio papà lasci di usare crak (droga) e di picchiare la mia mamma. Papà del cielo, non permettere che mio papà venga ucciso dai trafficanti. Amen.”

Voglio approfittare di quest’ opportunità per ripetere, con il cuore aperto, la mia immensa gratitudine a ciascuno di voi che ci aiutate a ricostruire queste piccole vite, che contribuite perché ognuno di questi bambini possano essere autori della propria storia ed avere un futuro degno e giusto. Per questo prego il Signore che ci faccia  sempre essere caritatevoli con dignità. E che sappiamo fare la differenza.

Ricevete un forte abbraccio, un bacio affettuoso dai nostri bambini e da noi i più sinceri auguri di un FELICE NATALE e un NUOVO ANNO di PACE.

Auremir Medeiros


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