Giovedì, Gennaio 18, 2018
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Associazione Andrea Pescia

Momenti da condividere

Novembre 2012

Carissimi amici

Mimmo ed io siamo tornati da poco dal 20° viaggio in Brasile e desideriamo condividere con voi alcune emozioni che come sempre ci hanno colpito….

La favela Garibaldi è lì, di fronte all’aeroporto di Fortaleza nel nord-est del Brasile, immobile sotto il sole tropicale… nelle sue viuzze, scorre la vita di ogni giorno, di sempre…alcune persone vanno altre ne arrivano con la grande speranza di vivere meglio e mi fanno venire in mente quando i nostri emigranti, negli anni del dopoguerra, (come il mio papà) partivano dal paese andando a cercare fortuna  avendo nel cuore la speranza  di trovarla…..

Ogni giorno andavamo a scuola e lì, incontravamo le persone che ormai ci conoscono da molti anni…

A Fortaleza, quotidianamente si vivono realtà’ inimmaginabili, imprevedibili, e sono grandi emozioni nel condividere con le persone quello che hanno stampato nei volti sofferenti ma quasi sempre sorridenti…dai bambini agli adulti!

Non so se sia per (ritrosia)  ma è difficile che al primo impatto si aprano…solo quando hanno acquistato confidenza…allora si, si lasciano andare e raccontano i loro grandi drammi…lo fanno con una semplicità disarmante che ti mettono in un doveroso silenzio e il più delle volte ti ringraziano per averli ascoltati.

Questa volta più che mai, abbiamo vissuto le loro gioie e le loro pene da vicino. il primo impatto il giorno dopo l’arrivo: Auremir la direttrice della scuola, ci invita a fare visita ad una signora che aveva perso la figlia di 51 anni i giorni precedenti……dona Maria ci racconta con molta dignità l’ultimo giorno di vita di sua figlia Valdiana e in quel volto si legge tutta la sua sofferenza ma non esce una lacrima dai suoi occhi…..aconteçeo (è successo).

E poi, ogni giorno un fatto…. la bimba di 7 anni che ci racconta come hanno ucciso la sua mamma scendendo nei particolari come se parlasse di una cosa che era successa ad un’altra coetanea. è seria in volto, lo sguardo triste, specialmente quando dice che a far uccidere la mamma, sono  state  la nonna paterna e una zia.. Gleiciane così si chiama -  aveva due fratellini tutti due più piccoli, uno di pochi mesi ma non sa dove sono…..il padre (è in prigione) era un capobanda di assalti…lei vive con la nonna materna.

Arrivano varie persone a salutarci, nella favela Garibaldi tutti sanno che siamo arrivati, molti ci conoscono da tanto tempo, ed arrivano ad abbracciarci, a sorriderci, a chiederci quando faremo la ferrinha (il mercatino) già è girata la voce che abbiamo portato tante lenzuola e le mamme aspettano ansiose il momento di comperarle (Suor Giuliana Galli, ci aveva insegnato a  non regalare alcunché per non creare dipendenza, bensì  ad offrire a prezzo simbolico, per dare loro la soddisfazione di dire “ho comperato”) e, per me è una pena vedere stretti in quelle mani quei 2,3,5 reali  per riuscire a comperare qualche cosa….

La prima persona che arriva è Amanda una bellissima ragazza che abbiamo visto fin da piccolina  ed oggi ha 18 anni: sta frequentando il terzo anno di superiori per poi fare il vestibolare (esame di ammissione) ed andare all’università. lo scorso anno, Amanda aveva avuto il coraggio di chiederci se conoscevamo qualcuno disposto ad aiutarla a frequentare una scuola superiore seria  dato che  aveva perso l’anno a causa di tre mesi di sciopero nella scuola pubblica, e noi abbiamo veramente trovato qualcuno disposto ad aiutarla; Amanda oggi è felice perché sa che la sua vita sarà diversa da quella di sua mamma che lotta e combatte ogni giorno per portare avanti i suoi quattro figli.

Vengono Camilla,  Micaele  e Angelica: sono tutte tre gravide, due al secondo figlio. Quando le abbiamo conosciute; erano bimbe di asilo, oggi hanno venticinque anni e noi abbiamo la consapevolezza che tutto quello che hanno appreso alla scuola negli anni passati è servito a far loro capire che i figli vanno seguiti, non si possono mettere al mondo come le loro mamme, che ne partorivano sette o otto per poi non essere in grado di seguirli…sono tutte ragazze responsabili.  e poi ancora Alessandra  che ci racconta che è riuscita ad uscire dalla favela; suo marito lavora, fa il pedreiro (il muratore), e lei viene a portare il suo bambino di quattro anni alla nostra scuola Pescia….ed arriva anche claudia, chiede un posto per  suo  figlio nella scuola lì; lui ha nove anni, ma nella scuola che frequenta non va oltre la prima e non sa ancora scrivere il suo nome. purtroppo non possiamo accontentarla, (il prossimo anno abbiamo deciso di non portare avanti le scuole elementari perché intorno alla favela negli ultimi anni sono sorte come funghi), ma oltre alla scuola materna, istituiremo un doposcuola proprio per casi come questi e per dare ai bambini che vanno nelle  scuole pubbliche  la possibilità di sapere di avere un posto dove andare…ecco, claudia l’aiuteremo così, accogliendo il suo bambino nelle ore in cui non frequenta la scuola e lei sarà al lavoro.

Aspettavo Natalia, con la figlia di due anni ed è arrivata con una bimba bellissima che tende le braccine a tutte le persone che le sorridono…evviva l’innocenza! e viene Pricila, e viene Idelfonso che ci da’ un bacio, una stretta e se ne va….arriva anche Cleide,  la sua mamma, e ci racconta dei tanti figli che ha… uno è in prigione. ha ucciso una persona….

Poi, un giorno, arriva Branchinha, - è un personaggio che amiamo molto -. ha avuto sette figli; Carlos il più grande ha 18 anni ed è venuto a salutarci il primo giorno raccontandoci che andrà a vivere lontano, fuori Fortaleza e che adesso stava lavorando facendo delle consegne per un negozio…Auremir ha finto di credere ma sa benissimo che non è vero. Carlos tra l’altro è  quel bambino che quando anni indietro è morta la mamma di Auremir è arrivato al cimitero mentre la seppellivano per stringerle la mano in un momento di dolore…ragazzino allora, aveva fatto a piedi chilometri e chilometri per arrivare dalla favela al cimitero san Giovanni di Fortaleza…

Branchinha  l’avevamo già salutata il primo giorno quando eravamo andati con Auremir nella favela lei ci aveva mandato a chiamare da un figlio, era lì seduta nel suo tugurio, su un divano in un corridoio ..il volto sorridente, felice di vederci ma febbricitante. Ora ha 35 anni ed ha una malattia tremenda  che si chiama - erisipela elefantiade -, che le provoca una gamba enorme piena di piaghe. Branchinha sa che non può far altro che prendere dell’antibiotico. Oso dirle che si deve curare, che la sua gamba non mi piace  che deve andare all’ospedale, e lei fissandomi diritta negli occhi mi dice “so che non guarirò”, e continua a parlarmi con lo sguardo, in silenzio, e so benissimo cosa mi vuol dire…provo una grande stretta al cuore… qualche giorno dopo siamo a scuola e lei arriva:  ha fatto a piedi sotto il sole cocente mezzo chilometro per venirci a salutare. spero tanto di ritrovarla l’anno prossimo…dico ad Auremir di portarla da un medico sicuro ma mi dice che deve fare la trafila dell’ospedale, che solo così potrebbe aiutarla ma lei non  ci vuole andare…l’ultima volta che vi è stata ha sofferto molto….suor giuliana diceva “ tu povero se vuoi morire vai in ospedale” ….

E ancora un altro giorno è arrivato Alex per raccontare ad Auremir il dramma che sta vivendo…. Lei lo ascolta come sa fare una mamma: quando alla mia domanda, le da il permesso di farmi partecipe, grosse lacrime rigano il volto magro del ragazzo ed io mi chiedo:“ perché  tanta sofferenza”?

Alex ha 23 anni erano sei figli quando la mamma li ha abbandonati al padre. una dei sei handicappata gravissima…un giorno questa ragazza è gravida, qualcuno ha abusato di lei…il padre  accusa Alex il maggiore e lo denuncia alle autorità. quando nasce la bambina, la “da’ via”, nessuno oggi sa da chi e dove si trova, e parte con i figli verso le regioni interne del brasile (no interiore). Alex non sa  dove sia, e lui, si ritrova a lottare con la giustizia cercando di difendersi,  proclamando la sua innocenza. aveva una fidanzata che quando ha saputo la sua storia lo ha abbandonato, oggi ne ha un’altra ma si guarda bene dal raccontarle cosa sta vivendo ….vive nella casa di lei perché  non ne ha una, dorme in un’ amaca dentro un magazzino di un amico, lavora per una piccola farmacia portando medicinali a domicilio e guadagna 20 reali al giorno (circa 8 euro) dopo che il padre lo ha denunciato, si è presentato regolarmente alle udienze, gli avevano dato un avvocato d’ufficio e poi, un giorno, esasperato dalle accuse di un giudice  lui ha alzato la voce per difendersi. il giudice lo ha fatto mettere in prigione 3 giorni per oltraggio a pubblico ufficiale, dopo di che non si e più presentato alle udienze e mi ha fatto segno che se dovessero condannarlo ancora piuttosto che andare in prigione si spara…ed essendo estremamente improbabile che la bimba si possa trovare per fare il d. n .a.  lui vive con questo enorme  peso sul cuore…tra l’altro non trova un lavoro (perché  in brasile se si ha a che fare con la giustizia  nessuno ti prende a lavorare) e, quando ha finito il racconto, stando tra le braccia di Auremir l’ha ringraziata per averlo ascoltato. E da quel giorno è passato tutti i giorni a salutarla….

E poi è venuta Regiane,  un altro caso tutto da raccontare: anche lei l’abbiamo conosciuta molto piccola. Oggi ha 25 anni, è sposata e ci ha detto che è anoressica e sta tentando di avere un figlio che non arriva. ama suo marito ed è riamata e anche lei ha detto che desidera tornare a studiare e andare all’università. è evangelica e prega molto. mi ha detto che non ha paura di nessuno, quando era piccola ricordo che aveva un esaurimento emotivo e le venivano le convulsioni. un giorno la mamma li aveva lasciati ed era andata nell’interiore del brasile (probabilmente dov’era nata) perché  non reggeva più la situazione… erano anche loro sei figli, a casa, il padre quando lavorava era molto buono (ricordo che suonava la chitarra), ma quando perdeva il lavoro si ubriacava e diventava violento. abitavano in una viuzza della favela di fronte ad uno zio: un giorno, a causa di un cane, i due fratelli iniziarono a litigare e lo zio accoltellò il padre di Regiane e lo uccise. Oggi abitano in un’altra favela … Uno dei suoi fratelli è in prigione, in un momento di rabbia ha ucciso un coetaneo, doveva scontare 14 anni ma sono due anni che è in prigione e pare che per buona condotta gliene abbiano già scontati otto. Ci ha raccontato Regiane che lei va spesso a trovarlo e che anche lui oggi è un’altra persona: un giorno in prigione, ha visto uccidere un uomo e lo ha preso una convulsione, il cappellano, che è un missionario italiano, lo ha assistito chiedendogli se voleva cambiare vita…. Regiane ci ha detto che da allora anche lui è evangelico e si è trasformato in una persona molto buona. dovrà scontare ancora due anni e lei lo aspetta per aiutarlo a riinserirsi nella vita.

E’ venuta dona Susana, una donnina sempre più piccola con un peso enorme sulle spalle.  la prima cosa che ci ha chiesto è stata come sta Edoardo di Roma…un suo benefattore; ma non avevamo notizie recenti…..

E’ venuta a salutarci Claudiana, la figlia di Dona Fatima…lei non c’è più ma è la persona che per prima ha aiutato suor Giuliana e Auremir, è stata l’istituzione delle scuole nella favela. Era quella persona che teneva i primi bambini per permettere alle loro mamme di andare a lavorare, è stata la cuoca nella scuola per tanti anni ….

U n altro giorno le “mie ragazze” mi hanno detto che ricordavano con nostalgia le mie cotolette alla milanese e come non accontentarle visto che sono tutte gravide? come erano felici mentre mangiavano in cucina!

Insieme ad Amanda, abbiamo riordinato delle perline che erano in un deposito…era stato un vecchio progetto finanziato dal comune della zona, per le mamme della favela, in passato, e io sapevo che erano lì in una scatola…ecco che Amanda ha promesso che insegnerà alle  ragazze che verranno al doposcuola a fare della bigiotteria: quando le ha viste, ha esclamato ”che paraiso”…..

Dall’esperienza di Alex, a mimmo è venuto un bel pensiero che ha subito suggerito ad Auremir: Perché non istituire un incontro ogni tanto con ex alunni dove si possano incontrare, scambiare idee, opinioni, ritrovarsi? Detto, fatto!  il venerdì sera, prima del nostro rientro, ecco organizzato il tutto alla perfezione. io avevo portato della nutella un vasetto per i bambini e uno per i panini dei grandi;  abbiamo preparato una pentola di pop-corn che hanno gustato insieme a delle bibite….sono venuti con i loro bambini, qualche coppia, alcuni singles… che bello rivederli, erano in 33.  Regiane ha avuto il coraggio di parlare per prima, tra le altre cose ha detto che i suoi ricordi più belli sono stati a scuola con Auremir… ha anche cantato, pregato. Auremir ha dato loro il benvenuto e mimmo ha detto che la scuola si distingue per l’amore che si respira, ed aveva ragione!

Allegherò qualche foto ricordo ma non mi resta che ricordare Daniela Pescia… l’altro giorno sono venuti da Padova a casa nostra, a Basiano, lei e Bruno suo marito, per sapere come  era andato il viaggio, c’era anche Rosy Belloni…abbiamo raccontato loro tanto e quanta tenerezza ho provato quando Daniela non ha retto più al mio racconto e mi ha detto “Angela, vedi, io non vivo la favela e i bambini come la vivete voi, ho un po’ d’invidia…io quando sono stata ho sempre pianto il mio ragazzo che non c’è più”.

Sì Daniela, hai ragione,  ma Andrea vive in queste persone, in questi ragazzi, in questi bambini che avranno la fortuna di sapere (come diceva suor giuliana galli) “che si può  vivere in modo diverso dalla violenza subita e trasmessa, lasciandoli ancora liberi di decidere il loro futuro”. Grazie Daniela per le tue lacrime di mamma sofferta.

ti vogliamo bene.

Angela e Mimmo


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